
Milano Hi-Fidelity VS Gran Galà 2026: due manifestazioni nello stesso weekend, decine di impianti da ascoltare e una domanda: quale delle due esperienze mi ha convinto maggiormente? Il mio reportage tra il Meliá e il Quark Hotel di Milano.
Il 3 e 4 ottobre 2026 Milano ha ospitato due importanti manifestazioni dedicate all’Alta Fedeltà: Milano Hi-Fidelity, presso l’Hotel Meliá, e il Gran Galà dell’Alta Fedeltà, al Quark Hotel.
Due eventi differenti, con espositori, ambienti e impostazioni diverse, ma accomunati dalla stessa grande passione: la riproduzione musicale di qualità.
Per LoScaccianoce ho deciso di visitarli entrambi nella stessa giornata, accompagnato da Paolo di Hi-Fi Feeling e da Luca, anche lui appassionato di Hi-Fi.
Ne è nata un’esperienza particolarmente interessante, che mi ha permesso non soltanto di osservare da vicino alcuni sistemi di altissimo livello, ma anche di riflettere su un aspetto spesso sottovalutato: quanto conta l’ambiente in cui ascoltiamo un impianto?
E soprattutto, una fiera Hi-Fi serve davvero a stabilire quale impianto suoni meglio?
Due manifestazioni nello stesso weekend: un problema oppure un’opportunità?
La contemporaneità delle due fiere ha inevitabilmente suscitato qualche discussione tra gli appassionati.
Da una parte, sarebbe stato interessante avere un’unica grande manifestazione capace di riunire tutti gli espositori in un solo luogo. Dall’altra, organizzare due eventi nello stesso weekend mi ha permesso di visitarli entrambi con un unico viaggio.
Personalmente non ho vissuto questa coincidenza come un problema.
La vera differenza, piuttosto, l’ho trovata nelle strutture che ospitavano le manifestazioni.
Meliá e Quark: quando lo spazio diventa fondamentale
L’Hotel Meliá è una struttura elegante, ma alcune delle sale utilizzate per le dimostrazioni erano piuttosto piccole.
Quando in ambienti di dimensioni contenute si concentrano numerosi visitatori, diventa complicato entrare, osservare le elettroniche e soprattutto dedicare all’ascolto il tempo necessario.
In qualche occasione ho notato anche disposizioni degli arredi poco favorevoli alla riproduzione sonora, inevitabile conseguenza della necessità di adattare una camera d’albergo a una sala d’ascolto.
Questo non significa che gli impianti presenti al Meliá suonassero male. Anzi, alcuni degli ascolti più interessanti della giornata li ho fatti proprio lì.
Al Quark Hotel, invece, ho trovato mediamente ambienti più spaziosi, nei quali era generalmente più semplice fermarsi e ascoltare.
È una distinzione importante: un ambiente più grande non garantisce automaticamente un’acustica migliore, ma può rendere la dimostrazione più fruibile e consentire una disposizione meno sacrificata dell’impianto.
Dal punto di vista dell’esperienza di visita, questo è stato uno degli aspetti che ho maggiormente apprezzato del Gran Galà.
Milano Hi-Fidelity: tra marchi storici e soluzioni progettuali interessanti
Al Meliá ho incontrato realtà molto diverse tra loro, dai marchi storici dell’Alta Fedeltà alle aziende che propongono soluzioni meno convenzionali.
ELAC, JBL, Marantz e Bowers & Wilkins

Nello spazio di LP Audio ho potuto osservare diversi prodotti, tra cui diffusori ELAC, Vestlyd e German Physiks.
Particolarmente interessante anche la sessione dedicata ai Beatles con un sistema JBL: un’occasione per ricordare che una dimostrazione Hi-Fi non dovrebbe limitarsi alla ricerca del dettaglio spettacolare, ma mettere al centro la musica.
Tra gli impianti presenti figurava anche una configurazione con elettroniche Marantz e diffusori Bowers & Wilkins 801 D4.
Sono sistemi importanti, nei quali il risultato dipende non soltanto dalle caratteristiche dei singoli componenti, ma anche dal loro abbinamento e dalle condizioni ambientali.
Chario e Spirit Torino
La visita mi ha permesso anche di ritrovare Chario, marchio italiano dalla lunga tradizione nella progettazione di diffusori acustici.
Interessante inoltre lo spazio dedicato a Spirit Torino e Audio-GD, con soluzioni rivolte a un ascolto più personale attraverso le cuffie.
Un settore che merita attenzione perché, pur condividendo gli stessi obiettivi dell’Hi-Fi tradizionale, presenta problematiche progettuali e condizioni d’ascolto differenti.
SICA e il disegno ispirato a Fibonacci

Una delle curiosità tecniche che mi hanno maggiormente colpito riguarda i trasduttori della serie RS di SICA.
In particolare, mi ha incuriosito il disegno della membrana, che richiama una geometria a spirale ispirata alla successione di Fibonacci.
È una soluzione che merita un approfondimento dedicato.
La geometria di una membrana può influenzarne il comportamento meccanico e le modalità di vibrazione, ma per comprenderne i vantaggi effettivi occorrono dati progettuali e misure, non basta osservare una forma particolare.
È proprio questo il tipo di argomento che mi piace approfondire su LoScaccianoce: partire da una scelta costruttiva e cercare di capire quali conseguenze possa avere sulle prestazioni.
DEM Audio: il tema delle vibrazioni

Un altro incontro interessante è stato quello con Marco De Risi di DEM Audio.
L’azienda realizza supporti e accessori per l’isolamento delle elettroniche, tra cui piedini prodotti anche mediante stampa 3D e dotati di elementi elastomerici.
Ho ricevuto un set da provare direttamente nel mio impianto.
Il principio del disaccoppiamento meccanico è noto, ma la sua efficacia dipende da diversi fattori, tra cui massa sostenuta, caratteristiche elastiche del materiale e frequenze delle vibrazioni.
Per questo preferisco rimandare ogni giudizio a una prova dedicata, cercando di distinguere ciò che è tecnicamente plausibile da ciò che è effettivamente riscontrabile.
Gran Galà dell’Alta Fedeltà: più spazio e grandi sistemi
Terminata la visita al Meliá, ci siamo spostati al Quark Hotel.
Qui ho trovato un’impostazione differente, con sale mediamente più ampie e diversi sistemi di notevole interesse.
Un aspetto organizzativo che ho apprezzato meno è stata la comunicazione del biglietto d’ingresso da 15 euro, arrivata, secondo la mia esperienza, soltanto in un secondo momento.
Non è tanto una questione di importo, quanto di chiarezza verso il visitatore.
Usher, Plinius e Lumin

Tra i sistemi che ho incontrato al Quark figurava una configurazione con diffusori Usher TD-20, elettroniche Plinius e sorgente Lumin.
Un esempio di impianto nel quale diffusori, amplificazione e sorgente appartengono a una fascia di mercato decisamente impegnativa.
Ma, come ripeto spesso, il valore economico dei componenti non permette da solo di prevedere la qualità del risultato.
Sono il progetto complessivo, la corretta installazione e l’interazione con l’ambiente a determinare ciò che ascoltiamo.
Amplificatori AGD e diffusori elettrostatici
Particolarmente scenografica anche una sala con amplificazioni AGD, note per l’impiego di dispositivi al nitruro di gallio, o GaN.
Questa tecnologia è interessante per le proprietà di commutazione dei dispositivi, ma non costituisce, da sola, una garanzia di superiorità sonora.
Anche in questo caso contano la topologia circuitale, l’alimentazione, il filtro d’uscita e l’intera implementazione.
Accanto alle elettroniche, grandi diffusori dalla forma decisamente particolare attiravano inevitabilmente l’attenzione.
Un sistema che dimostra quanto il settore dell’Alta Fedeltà continui a proporre architetture lontane dai diffusori tradizionali.
Pylon Audio e Air Tight
Ho trovato interessante anche l’abbinamento tra diffusori Pylon Audio Amethyst Gamma e amplificazioni valvolari Air Tight.
Le elettroniche a valvole rappresentano un approccio progettuale differente rispetto alle moderne amplificazioni a stato solido.
Non si tratta di stabilire quale tecnologia sia migliore in assoluto: le prestazioni dipendono dal circuito, dai trasformatori d’uscita, dall’impedenza del carico e da molti altri fattori.
È proprio il confronto tra filosofie progettuali differenti a rendere interessanti queste manifestazioni.
Focal e Naim: dimensioni e potenza non sono la stessa cosa

Uno dei sistemi che mi ha incuriosito maggiormente era quello con i grandi diffusori Focal e le elettroniche Naim.
Osservando diffusori di quelle dimensioni, viene quasi spontaneo aspettarsi amplificatori altrettanto imponenti.
Invece le elettroniche utilizzate avevano dimensioni relativamente contenute.
Un esempio interessante di come l’ingombro esterno di un amplificatore non sia un indicatore affidabile della sua capacità di pilotaggio.
Potenza disponibile, capacità di erogare corrente, stabilità sui carichi e caratteristiche dell’alimentazione sono parametri molto più significativi.
L’impressione d’ascolto è stata positiva, ma una dimostrazione fieristica non può sostituire una prova approfondita in condizioni controllate.
ProAc, Wallcan e Indiana Line
Il percorso al Quark è proseguito tra altre proposte interessanti.
Dai diffusori ProAc DB1R alle particolari realizzazioni Wallcan, caratterizzate dall’impiego della pietra, fino a Indiana Line.
Proprio Indiana Line mi offre lo spunto per una riflessione.
Dopo tanti sistemi dal costo elevatissimo, è importante ricordare che l’Alta Fedeltà non può essere soltanto una vetrina di prodotti esclusivi.
Esistono diffusori ed elettroniche progettati per fasce di prezzo molto più accessibili, capaci di offrire esperienze musicali soddisfacenti.
Ho avuto anche il piacere di conoscere Marco Visonà di ASM Distribuzione, con il quale ho scambiato alcune considerazioni sui prodotti e sulla possibilità di approfondirli in futuro.
L’Alta Fedeltà è diventata troppo costosa?
Visitando manifestazioni di questo tipo, è difficile non interrogarsi sui prezzi di alcuni sistemi.
Diffusori che costano quanto un’automobile ed elettroniche da decine di migliaia di euro rappresentano ormai una presenza familiare nel mondo dell’Hi-End.
Ma bisogna distinguere due aspetti.
Da una parte, esistono realizzazioni che richiedono lavorazioni complesse, componentistica particolare, ricerca progettuale e produzioni in numeri limitati.
Dall’altra, un prezzo elevato non dimostra automaticamente una superiorità nelle prestazioni sonore.
Il problema nasce quando si confondono esclusività, qualità costruttiva e fedeltà di riproduzione, trattandole come se fossero la stessa cosa.
Personalmente continuo a trovare interessanti anche i sistemi più estremi, perché permettono di conoscere soluzioni tecniche e filosofie progettuali differenti.
Ma mi piacerebbe vedere sempre più spazio dedicato anche a impianti economicamente accessibili, correttamente abbinati e installati.
Sarebbe un modo concreto per dimostrare che l’Alta Fedeltà può essere una passione per molti, non soltanto per pochi.
Una fiera non è una recensione
Questo è probabilmente il punto più importante di tutto il reportage.
Durante una manifestazione ascoltiamo impianti che non conosciamo, in ambienti spesso difficili, con brani scelti dagli espositori e per periodi di tempo limitati.
Le condizioni non sono uniformi e il confronto diretto tra sistemi collocati in sale differenti è inevitabilmente influenzato dall’acustica ambientale.
Per questo considero le mie impressioni d’ascolto per quello che sono: osservazioni raccolte durante una visita, non giudizi definitivi sulle prestazioni dei prodotti.
Una fiera serve soprattutto a scoprire nuove realtà, conoscere progettisti, osservare soluzioni costruttive e individuare prodotti che potrebbero meritare una prova più approfondita.
Milano Hi-Fidelity o Gran Galà: quale mi ha convinto di più?
Se dovessi giudicare esclusivamente la comodità della visita e la possibilità di fermarmi ad ascoltare, la mia preferenza andrebbe al Gran Galà del Quark Hotel.
Le sale mediamente più spaziose hanno reso l’esperienza più piacevole.
Questo, però, non significa che tutti gli impianti del Quark suonassero meglio di quelli presenti al Meliá.
Al Milano Hi-Fidelity ho trovato incontri interessanti, sistemi di valore e diverse soluzioni tecniche che meritano ulteriori approfondimenti.
In definitiva, sono contento di aver visitato entrambe le manifestazioni.
E se c’è una cosa che porto a casa da questa giornata, è la conferma che l’Alta Fedeltà non dovrebbe essere una gara a chi possiede l’impianto più grande o più costoso.
Dovrebbe essere, prima di tutto, la ricerca di una riproduzione musicale capace di emozionarci, attraverso scelte progettuali consapevoli e un impianto costruito intorno alle nostre esigenze.
Perché alla fine, indipendentemente dal prezzo delle elettroniche o dalle dimensioni dei diffusori, quello che conta davvero è la musica.
E voi? Avete visitato una delle due manifestazioni? Quali impianti vi hanno colpito maggiormente?
Raccontatemelo nei commenti e, se non lo avete ancora fatto, guardate il reportage completo su YouTube.
Dallo Scaccianoce è tutto… e che la musica sia sempre con voi!
Il reportage completo su YouTube
Prima di entrare nei dettagli, vi invito a guardare il video completo, nel quale mostro gli impianti, le sale, gli incontri e le mie impressioni raccolte durante la giornata.















