ASUS NUC 15 Pro+ e HQPlayer: guida passo passo per ottimizzare Windows per l’audio Hi-Fi

ottimizzare Windows per HQPlayer con ASUS NUC 15 Pro+

In questa guida vediamo come ottimizzare Windows per HQPlayer utilizzando come piattaforma di test un ASUS NUC 15 Pro+, un mini PC moderno e decisamente interessante per l’audio digitale.

L’obiettivo non è trasformare magicamente un computer in uno streamer audiofilo, ma creare una macchina più stabile, leggera e prevedibile per l’audio realtime.

HQPlayer, infatti, non è un semplice player audio. È un software capace di elaborare il segnale digitale in modo molto avanzato, attraverso filtri, oversampling, modulatori e conversione DSD. Proprio per questo motivo non basta avere un computer potente: serve anche un sistema operativo configurato con criterio.

Windows nasce come sistema operativo generalista. Anche su una macchina performante può continuare a eseguire servizi in background, aggiornamenti, attività di diagnostica, gestione energetica e processi automatici che, in ambito audio realtime, possono generare picchi di latenza, DPC o possibili interruzioni.

Questa guida nasce quindi per spiegare, passo dopo passo, il percorso seguito nel video: dai primi test con LatencyMon e Performance Monitor, fino all’utilizzo di Fidelizer e dei tweak PowerShell pensati per alleggerire Windows e renderlo più adatto all’audio Hi-Fi con HQPlayer.


Perché ottimizzare Windows per HQPlayer

L’obiettivo di questa guida è spiegare come ottimizzare Windows per HQPlayer senza ricorrere a modifiche casuali o tweak applicati senza criterio.

Non si tratta di trasformare magicamente Windows in uno streamer audiofilo, ma di ridurre tutto ciò che può disturbare il flusso audio realtime.

Il punto è creare una macchina più stabile, leggera e prevedibile per l’utilizzo con HQPlayer.

Questi tweak non garantiscono automaticamente un miglioramento sonoro, ma possono aiutare a migliorare il comportamento del sistema operativo dal punto di vista della stabilità realtime.

In altre parole: meno attività inutile in background, meno possibilità di picchi anomali e più controllo sul comportamento di Windows.


Materiale necessario

Per ottimizzare Windows per HQPlayer servono alcuni strumenti di analisi e alcuni file di configurazione, utili per misurare il comportamento del sistema prima e dopo le modifiche.

Per seguire questa guida servono:

StrumentoFunzione
PC Windows / ASUS NUC 15 Pro+Macchina usata come sorgente audio
Windows 10 o Windows 11Sistema operativo di partenza
LatencyMonVerifica di latenze, DPC, ISR e stabilità realtime
Performance Monitor / PerfMonControllo di CPU, memoria, page faults, context switches e processi
CPUs.txtFile per caricare rapidamente in PerfMon i contatori utilizzati nel test
Fidelizer FreePrima ottimizzazione audio di Windows
Pacchetto tweak WindowsScript PowerShell e file .reg per alleggerire il Script PowerShell e file .reg per alleggerire Windows e ridurre le attività in background
HQPlayerSoftware principale per il processamento audio
DAC con driver proprietariConversione digitale/analogica, preferibilmente tramite ASIO

Download del pacchetto tweak

Il pacchetto è pensato per chi vuole ottimizzare Windows per HQPlayer seguendo la stessa procedura mostrata nel video

Nel pacchetto .zip trovate i file utilizzati nella guida e nel video.

Il pacchetto include:

  • script PowerShell .ps1
  • file di registro .reg
  • file CPUs.txt per Performance Monitor
  • eventuali comandi da eseguire a ogni riavvio
  • i file LEGGIMI.txt con descrizione dei file, ordine di esecuzione e avvertenze

Prima di eseguire qualsiasi file, leggete attentamente i file LEGGIMI.txt inclusi nelle cartelle.


Avvertenza importante

Questi tweak modificano alcune impostazioni di Windows.

Sono pensati principalmente per un PC dedicato all’audio, non per un computer usato quotidianamente per lavoro, studio o attività generiche.

Prima di procedere consiglio fortemente di:

  • creare un punto di ripristino di Windows;
  • effettuare un backup dei dati importanti;
  • leggere i file LEGGIMI.txt inclusi nelle cartelle;
  • eseguire gli script solo se si è consapevoli delle modifiche applicate;
  • usare preferibilmente una macchina dedicata alla riproduzione audio.

LoScaccianoce.it non si assume responsabilità per eventuali problemi, malfunzionamenti o perdita di dati derivanti da un uso improprio degli script.


1. Primo test con LatencyMon

Il primo passaggio è capire come si comporta Windows prima di qualsiasi ottimizzazione.

Per farlo utilizziamo LatencyMon, uno strumento molto utile per verificare se il sistema è adatto alla gestione dell’audio realtime.

LatencyMon non misura la qualità sonora.

Non ci dice se il basso è più fermo, se la scena è più ampia o se il timbro è più naturale.

Ci dice però se Windows è abbastanza stabile da gestire audio in tempo reale senza possibili click, pop, dropout o interruzioni.

Procedura

  1. Installare LatencyMon.
  2. Chiudere tutti i programmi aperti.
  3. Non avviare HQPlayer o altri player audio.
  4. Lasciare il PC completamente fermo.
  5. Avviare LatencyMon.
  6. Lasciare il test attivo per almeno 5 minuti.
  7. Salvare o copiare il report finale.

Nel menu Edit di LatencyMon è possibile copiare il report e incollarlo in un file di testo.

I valori più interessanti da osservare sono:

  • Highest measured interrupt to process latency
  • Highest measured interrupt to DPC latency
  • Highest DPC routine execution time
  • eventuali driver problematici
  • hard pagefaults
  • processi o servizi che generano attività anomala

Nel mio caso, prima delle ottimizzazioni complete, LatencyMon segnalava ancora possibili criticità nella gestione dell’audio realtime.


2. Controllo con Performance Monitor e CPUs.txt

Oltre a LatencyMon, nel test è stato utilizzato anche Performance Monitor, chiamato spesso PerfMon.

PerfMon è uno strumento già integrato in Windows e permette di osservare il comportamento generale del sistema.

In particolare può essere utile per controllare:

  • utilizzo della CPU;
  • utilizzo dei singoli core;
  • memoria occupata;
  • page faults;
  • context switches;
  • attività I/O dei processi;
  • comportamento generale del sistema operativo.

Nel pacchetto scaricabile è incluso anche il file:

CPUs.txt

Questo file contiene una configurazione già pronta per Performance Monitor, con una serie di contatori utili per analizzare il comportamento del PC in ambito audio realtime. Tra questi ci sono contatori relativi a memoria, page faults, CPU totale, singoli core e context switches.


Come usare CPUs.txt con PerfMon

  1. Aprire il file CPUs.txt.
  2. Selezionare tutto il contenuto con CTRL + A.
  3. Copiare con CTRL + C.
  4. Aprire Performance Monitor:
    • premere Windows + R;
    • digitare perfmon;
    • premere Invio.
  5. Nella schermata principale di PerfMon, premere il pulsante evidenziato nell’immagine, cioè l’icona degli appunti / clipboard.
  6. A questo punto verranno caricate automaticamente le tracce contenute nel file CPUs.txt.
  7. Premere poi il pulsante con la matita, così da mettere in evidenza la CPU totale.
  8. Lasciare il computer fermo per alcuni minuti, senza avviare HQPlayer o altri programmi.
  9. Fare uno screenshot del grafico.

Questo test serve a osservare quanto Windows sia realmente “calmo” quando non sta facendo nulla.Il punto non è solo vedere quanta CPU viene utilizzata, ma capire se il sistema continua a generare attività, salti tra processi, page faults o picchi che potrebbero disturbare l’audio realtime.

In altre parole:

LatencyMon ci dà una lettura specifica sulle latenze e sui driver. PerfMon ci permette invece di avere una fotografia più generale del comportamento del sistema.


3. Installazione dei driver proprietari del DAC

Prima di passare ai tweak, è importante installare i driver corretti del proprio DAC, se disponibili.Se il DAC offre driver proprietari, soprattutto in modalità ASIO, conviene utilizzarli.In questo modo si evita, per quanto possibile, di passare attraverso il normale sottosistema audio di Windows.Una prova utile consiste nel verificare se la riproduzione continua anche arrestando temporaneamente il servizio audio di Windows.

Da prompt dei comandi si può digitare:

Net Stop "Windows Audio"

Se la musica continua a suonare correttamente, significa che il player sta lavorando tramite driver dedicato.

Per riavviare il servizio:

Net Start "Windows Audio"

Questa prova non è obbligatoria, ma può aiutare a capire se il sistema sta utilizzando un percorso audio più diretto.


4. Prima ottimizzazione con Fidelizer

Il primo step di ottimizzazione è Fidelizer.

Fidelizer è un software pensato per ottimizzare Windows in ambito audio e multimediale. Nel mio test ho utilizzato la versione free, anche se esistono versioni a pagamento con funzioni più complete. Fidelizer non trasforma automaticamente un PC in uno streamer audiofilo, ma può aiutare a:

  • ridurre alcune attività inutili;
  • modificare le priorità dei processi;
  • orientare Windows verso un utilizzo più audio;
  • preparare il sistema per ulteriori ottimizzazioni.

Dopo aver applicato Fidelizer, è utile ripetere il test con LatencyMon.

Nel mio caso, Fidelizer ha aiutato, ma da solo non è bastato a rendere il sistema completamente adatto all’audio realtime.

Questo è un punto importante: non basta installare un software di ottimizzazione per trasformare Windows in una macchina perfetta per HQPlayer.


5. Applicazione dei tweak Windows

In questa fase iniziamo realmente a ottimizzare Windows per HQPlayer, intervenendo su servizi, app in background, gestione energetica e funzioni non indispensabili.

A questo punto entrano in gioco gli script PowerShell e i file .reg contenuti nel pacchetto .zip.

Questi file servono a intervenire su alcune funzioni di Windows che possono generare attività in background o interferire con l’audio realtime.

Tra le aree di intervento troviamo:

  • Windows Update;
  • app in background;
  • Widget;
  • effetti grafici;
  • Delivery Optimization;
  • ottimizzazione automatica dei dischi;
  • power throttling;
  • gestione energetica USB;
  • preferenze di Microsoft Defender;
  • servizi non indispensabili;
  • processi che possono riattivarsi dopo il riavvio.

L’obiettivo non è stravolgere Windows, ma renderlo più adatto a una macchina dedicata alla riproduzione audio.on è stravolgere Windows, ma renderlo più adatto a una macchina dedicata alla riproduzione audio.


6. Come eseguire gli script

Nel pacchetto trovate due tipi di file:

  • file .ps1, da eseguire con PowerShell;
  • file .reg, da eseguire con doppio click.

File PowerShell .ps1

Per eseguire uno script PowerShell:

  1. Cliccare con il tasto destro sul file .ps1.
  2. Selezionare Run with PowerShell oppure Esegui con PowerShell.
  3. Confermare eventuali richieste di Windows.
  4. Attendere la fine dell’esecuzione.
  5. Passare al file successivo.

Alcuni script potrebbero richiedere privilegi di amministratore.

File .reg

Per eseguire un file .reg:

  1. Fare doppio click sul file.
  2. Confermare l’avviso di sicurezza.
  3. Accettare l’aggiunta delle chiavi al Registro di sistema.
  4. Attendere il messaggio di conferma.

7. Ordine di esecuzione

I file sono numerati e vanno eseguiti in ordine crescente.

Esempio:

0 - Set Windows Update.ps1
1 - Disable MemoryCompression.ps1
2 - Uninstall Widgets.ps1
3 - NoCompatTelRunner.ps1
3 A- NoCompatTelRunner.ps1
4 - NoVisualEffects.ps1
5 - Disable Delivery Optimization.reg
6 - Disable Defrag.reg
7 - Set Processor Scheduling for Background Services.reg
8 - Set Active Power Schema.ps1
9 - Set PowerThrottlingOff.reg
10 - Uncheck USB Power Management.ps1
11 - Disable Background Apps.reg
12 - Disable_Meet_Now.reg
13 - Set MpPreference.ps1
14 - ProcessNameFormat.reg

L’ordine è importante.

Non conviene saltare file o modificare la sequenza se non si conosce esattamente il contenuto degli script.

Dopo aver eseguito tutti i file, riavviare il computer.


8. File da eseguire a ogni riavvio

Nel pacchetto può essere presente anche una cartella dedicata ai comandi da eseguire a ogni riavvio. Questi file servono a fermare servizi o processi che Windows tende a riattivare automaticamente. Il motivo è semplice: alcuni servizi non conviene disabilitarli in modo permanente, perché potrebbero creare problemi al sistema o impedire il corretto avvio del computer. Per questo motivo vengono fermati solo quando serve, prima di una sessione di ascolto o prima di utilizzare HQPlayer.

Il file LEGGIMI.txt incluso nelle cartella spiega nel dettaglio come eseguire anche questi comandi.


9. Secondo test con LatencyMon

Dopo aver applicato Fidelizer e i tweak, bisogna ripetere il test con LatencyMon.

Procedura:

  1. Riavviare il computer.
  2. Eseguire eventuali file previsti a ogni riavvio.
  3. Chiudere tutti i programmi non necessari.
  4. Avviare LatencyMon.
  5. Lasciare il sistema fermo per almeno 5 minuti.
  6. Salvare il report finale.

Nel mio test, dopo i tweak, il risultato è cambiato in modo evidente. LatencyMon ha finalmente indicato il sistema come adatto alla gestione dell’audio realtime senza dropout. Questo non significa automaticamente che il suono sia migliorato. Significa però che Windows è diventato molto più stabile e meno problematico nella gestione dell’audio in tempo reale.

Per HQPlayer questo è fondamentale.

Quando si usano filtri complessi, oversampling spinto e conversioni DSD, il sistema non deve solo essere potente.

Deve essere stabile.


10. Passaggio a HQPlayer

Una volta alleggerito Windows e verificata la stabilità del sistema, possiamo iniziare a lavorare seriamente con HQPlayer.

A questo punto l’obiettivo non è semplicemente vedere se HQPlayer si avvia.

L’obiettivo è capire fino a dove possiamo spingerci con:

  • filtri più complessi;
  • oversampling più elevato;
  • eventuale conversione DSD;
  • modulatori;
  • stabilità del flusso;
  • carico CPU;
  • temperature;
  • comportamento generale del sistema.

È qui che un mini PC moderno come l’ASUS NUC 15 Pro+ può iniziare ad avere davvero senso come sorgente audio evoluta.

Non perché “il PC suona meglio” in automatico.

Ma perché, se configurato correttamente, può permettere elaborazioni che uno streamer tradizionale spesso non può fare.


11. Controllo, musica locale, Qobuz e Roon

Un altro tema importante è l’esperienza d’uso.

Con uno streamer tradizionale accendiamo il dispositivo, apriamo l’app, scegliamo la libreria locale o il servizio di streaming e iniziamo subito ad ascoltare.

Con un PC ottimizzato e HQPlayer, invece, il discorso è leggermente diverso.

Da una parte abbiamo molta più potenza di calcolo e una flessibilità enorme nella gestione del segnale digitale. Dall’altra, però, bisogna capire bene come controllare il sistema e come renderlo davvero comodo nell’uso quotidiano.

Al momento sto utilizzando HQPlayer principalmente con la musica locale e con HQPlayer Client, che permette anche l’accesso a Qobuz. Questo è un aspetto molto interessante, perché consente di usare HQPlayer non solo come motore di processamento, ma anche come parte di un sistema di ascolto più completo.

Resta comunque aperto il discorso legato a Roon.

Una possibile configurazione futura potrebbe essere:

Tablet / smartphone

Roon Remote

Roon Core

HQPlayer sul NUC 15 Pro+

DAC

In questo modo Roon diventerebbe l’interfaccia principale per libreria, metadati, playlist e gestione della musica, mentre HQPlayer continuerebbe a occuparsi della parte più importante dal punto di vista del processamento audio.

Per adesso, quindi, il primo step è stato verificare il comportamento di HQPlayer con musica locale e Qobuz tramite HQPlayer Client. Successivamente sperimenterò anche l’integrazione con Roon, per capire se questa soluzione può diventare davvero pratica anche nell’utilizzo quotidiano dal punto d’ascolto.

Perché alla fine la domanda non è solo: “quanto può suonare bene un PC ottimizzato con HQPlayer?”

La domanda è anche: “quanto può diventare comodo da usare tutti i giorni?” approfondimento dedicato, perché non riguarda solo la qualità audio, ma anche la comodità d’uso.


12. Costi e considerazioni pratiche

Questa soluzione non va raccontata come una scorciatoia economica.

Tra NUC, RAM, SSD, sistema operativo, HQPlayer, eventuale Roon e tempo necessario per configurare tutto, non siamo davanti a una soluzione plug and play.

È una strada potente e molto flessibile, ma richiede:

  • investimento economico;
  • tempo;
  • metodo;
  • pazienza;
  • voglia di sperimentare.

Non la vedo quindi come “il modo furbo per spendere meno”, ma come una piattaforma evoluta per chi vuole sperimentare seriamente con HQPlayer, filtri, oversampling e conversione DSD.


Final Thoughts

Il test con ASUS NUC 15 Pro+ e HQPlayer mi ha confermato una cosa importante: la potenza da sola non basta.

Un mini PC moderno può essere una piattaforma estremamente interessante per l’audio Hi-Fi, ma Windows va configurato con criterio.

I test con LatencyMon e PerfMon servono proprio a questo: capire se il sistema è realmente stabile e prevedibile, non solo potente sulla carta.

Fidelizer rappresenta una buona prima base, ma nel mio caso non è bastato da solo.

I tweak mirati hanno invece permesso di ottenere un comportamento molto più adatto all’audio realtime.

Resta aperto il confronto con uno streamer audiofilo specialistico.

Da una parte abbiamo una sorgente dedicata, costruita attorno al trasporto digitale, all’I2S, ai clock e alle alimentazioni lineari.

Dall’altra abbiamo un PC moderno e ottimizzato, capace di usare la potenza di calcolo per elaborare il segnale con HQPlayer prima ancora che arrivi al DAC.

Non c’è necessariamente un vincitore assoluto.

Ci sono due filosofie diverse.

E oggi, grazie a una macchina potente come l’ASUS NUC 15 Pro+ e a Windows ottimizzato con criterio, il confronto diventa finalmente serio.


Guarda il video completo

Se volete vedere tutti i passaggi mostrati in pratica, dai test con LatencyMon e PerfMon fino all’applicazione dei tweak e alla configurazione di HQPlayer, trovate il video completo sul canale YouTube Lo Scaccianoce.

🎥 ASUS NUC 15 Pro+ + HQPlayer: può sfidare uno streamer audiofilo?



Nota finale

Prima di scaricare e utilizzare il pacchetto .zip, leggete attentamente il file LEGGIMI.txt incluso. Gli script modificano impostazioni di Windows e vanno usati con attenzione. Il consiglio è di provarli solo su una macchina dedicata all’audio, creando prima un punto di ripristino o un backup completo. L’obiettivo non è inseguire la magia, ma costruire un ambiente Windows più stabile, leggero e prevedibile per l’audio realtime.

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