Recensione Fosi Audio S3: prova completa del primo streamer Hi-Fi

Recensione Fosi Audio S3 - streamer di rete Hi-Fi con DAC e preamplificatore integrati

Recensione Fosi Audio S3: dopo diverse settimane di utilizzo nel mio impianto Hi-Fi di riferimento, ecco la prova completa del primo streamer di rete realizzato da Fosi Audio.

Negli ultimi anni Fosi Audio è riuscita a conquistarsi uno spazio sempre più importante nel panorama Hi-Fi internazionale. Il marchio si è fatto conoscere soprattutto grazie a piccoli amplificatori in Classe D, DAC e preamplificatori compatti capaci di offrire prestazioni interessanti a prezzi particolarmente competitivi.

Con il tempo, però, l’azienda ha iniziato ad alzare progressivamente l’asticella, presentando prodotti sempre più completi e ambiziosi. Una direzione diventata ancora più evidente durante l’High End di Vienna 2026, dove Fosi Audio ha mostrato una nuova generazione di elettroniche pensate per un pubblico sempre più esigente.

In questo percorso si inserisce il Fosi Audio S3, il primo streamer di rete realizzato dall’azienda. Non si tratta semplicemente di un dispositivo per ascoltare musica online: l’S3 integra anche un DAC, una sezione preamplificatrice, uscite analogiche RCA e XLR, HDMI eARC e numerose possibilità di utilizzo all’interno di un moderno impianto Hi-Fi.

Progettare uno streamer, però, è una sfida molto più complessa rispetto alla realizzazione di un amplificatore o di un convertitore digitale-analogico. In un prodotto di questo tipo non contano soltanto la qualità sonora e la componentistica interna, ma anche la stabilità della connessione, l’applicazione, il supporto ai servizi di streaming e la gestione della musica archiviata in rete.

Per capire se Fosi Audio sia riuscita a mantenere anche in questo settore quel rapporto qualità-prezzo che ha reso il marchio così apprezzato, ho utilizzato l’S3 per diverse settimane nel mio impianto di riferimento, provandolo in configurazioni differenti: come streamer con DAC interno, come preamplificatore collegato direttamente ai finali e come trasporto digitale abbinato al mio Denafrips Pontus 15th Anniversary.

In questa recensione troverete quindi non soltanto le caratteristiche tecniche del Fosi Audio S3, ma soprattutto le impressioni maturate durante l’utilizzo quotidiano, i suoi punti di forza, gli aspetti ancora migliorabili e una valutazione basata esclusivamente sull’esperienza diretta.

Recensione Fosi Audio S3: Scheda tecnica

Prima di entrare nel vivo della recensione, diamo uno sguardo alle principali caratteristiche tecniche del Fosi Audio S3. Come vedremo nel corso dell’articolo, non si tratta di un semplice streamer di rete, ma di un dispositivo estremamente versatile, progettato per svolgere il ruolo di sorgente digitale, DAC e preamplificatore all’interno di un unico chassis.

CaratteristicaSpecifiche
TipologiaStreamer di rete, DAC e preamplificatore
DACAKM AK4493SEQ (Velvet Sound, 32 bit)
Piattaforma StreamingAmlogic A113X
Operazionali3 × Texas Instruments OPA1612A
BluetoothBluetooth 5.3
ReteWi-Fi 6 dual band, Ethernet Gigabit
Servizi supportatiSpotify Connect, TIDAL Connect, Qobuz Connect, AirPlay 2, Google Cast, DLNA/UPnP
RoonRoon Ready (certificazione in corso al momento della prova)
IngressiHDMI eARC
Uscite analogicheRCA stereo, XLR bilanciate
Uscite digitaliOttica Toslink
Altre connessioniUscita Subwoofer, Trigger 12V
Controllo volumeDigitale, tramite manopola frontale, telecomando Bluetooth e App
Dimensioni173 × 173 × 55 mm
PesoCirca 1,2 kg
ChassisAlluminio

Le caratteristiche che mi hanno incuriosito maggiormente

Interno del Fosi Audio S3 durante la recensione

Osservando la scheda tecnica, ci sono tre aspetti che hanno attirato subito la mia attenzione.

Il primo è sicuramente la presenza del DAC AKM AK4493SEQ, un convertitore che conosco bene e che, se implementato correttamente, è in grado di offrire una resa sonora molto piacevole.

Il secondo riguarda la dotazione di connessioni. Oltre alle classiche uscite RCA troviamo infatti anche le XLR bilanciate, l’HDMI eARC, il supporto ad AirPlay 2, Google Cast e ai principali servizi di streaming, rendendo il Fosi S3 estremamente flessibile.

Infine, ho apprezzato la scelta di utilizzare tre operazionali Texas Instruments OPA1612A, componenti molto diffusi anche in elettroniche di fascia superiore e generalmente sinonimo di una particolare attenzione alla qualità dello stadio analogico.

Naturalmente, come ripeto spesso nelle mie recensioni, una scheda tecnica interessante rappresenta soltanto il punto di partenza. La vera differenza la fanno sempre il progetto nel suo insieme e il modo in cui tutti questi componenti lavorano insieme. Ed è proprio quello che cercheremo di capire nel corso di questa recensione.

Design, costruzione e qualità percepita

Fin dal primo contatto, il Fosi Audio S3 trasmette una sensazione più curata di quanto ci si potrebbe aspettare da un prodotto appartenente a questa fascia di prezzo. Negli ultimi anni Fosi Audio ha compiuto notevoli passi avanti sotto il profilo della qualità costruttiva e l’S3 rappresenta, a mio avviso, una delle dimostrazioni più riuscite di questa evoluzione.

Lo chassis non è realizzato interamente in alluminio, come si potrebbe pensare osservandolo a prima vista. La scocca adotta infatti materiali compositi con una finitura effetto metallo particolarmente convincente, mentre alcuni elementi, come il frontale e la manopola del volume, contribuiscono a restituire una sensazione generale di buona solidità. La qualità dell’assemblaggio è comunque molto curata: non si avvertono giochi tra i pannelli, gli accoppiamenti risultano precisi e non ci sono dettagli che facciano apparire il prodotto economico o approssimativo.

Le dimensioni, pari a 173 × 173 × 55 millimetri, lo rendono estremamente compatto e facile da collocare praticamente ovunque. Il peso di circa 1,2 kg contribuisce inoltre a trasmettere una piacevole sensazione di robustezza quando lo si prende in mano, evitando quell’impressione di leggerezza eccessiva tipica di alcuni dispositivi entry-level.

Dal punto di vista estetico, Fosi Audio ha scelto di mantenere il linguaggio stilistico che ormai caratterizza gran parte della propria produzione. Il frontale è pulito, essenziale e privo di elementi superflui. Sul lato sinistro troviamo il pulsante di accensione e il tasto dedicato al pairing Bluetooth, al centro i LED che indicano la sorgente selezionata, mentre sulla destra è presente la grande manopola del volume, rifinita nel caratteristico colore arancione che da tempo rappresenta uno degli elementi distintivi del marchio.

Anche il pannello posteriore restituisce una sensazione di ordine e razionalità. Le connessioni sono ben distanziate, chiaramente identificate e disposte in maniera logica, facilitando sia il cablaggio sia l’inserimento dei cavi, anche quando si utilizzano connettori di dimensioni generose.

Un dettaglio che ho particolarmente apprezzato riguarda la coerenza complessiva del progetto. Il design non è stato pensato soltanto per risultare gradevole dal punto di vista estetico, ma anche per essere pratico nell’utilizzo quotidiano. Tutti i comandi sono facilmente raggiungibili e la disposizione delle connessioni rende immediata l’integrazione dello streamer all’interno dell’impianto.

Naturalmente, l’aspetto estetico rimane sempre un elemento soggettivo. Personalmente, però, ritengo che Fosi Audio sia riuscita a trovare un buon equilibrio tra semplicità, eleganza e funzionalità. L’S3 non cerca di stupire con soluzioni appariscenti o finiture particolarmente elaborate, ma punta su un design pulito, una buona qualità percepita e una costruzione complessivamente convincente, capace di integrarsi senza difficoltà anche in impianti di livello superiore.

Connettività: tutto quello che serve?

Connessioni posteriori del Fosi Audio S3

Uno degli aspetti che mi ha maggiormente colpito del Fosi Audio S3 è la completezza della dotazione di connessioni. Fosi Audio non si è limitata a realizzare un semplice streamer di rete, ma ha progettato un dispositivo capace di adattarsi a impianti molto diversi tra loro, sia moderni che più tradizionali.

Durante le mie prove ho cercato di sfruttare praticamente ogni possibilità di collegamento, proprio per capire quanto fosse realmente versatile nell’utilizzo quotidiano.

Uscite analogiche: RCA e XLR

Sul retro troviamo sia le classiche uscite RCA sbilanciate, sia una coppia di uscite XLR bilanciate.

Le RCA rappresentano probabilmente la soluzione più utilizzata e, nel mio caso, sono state collegate al preamplificatore Galion TS-P75, che pilota la coppia di finali mono Galion Discovery Mono.

Le uscite XLR, invece, permettono di fare un passo in più. Durante la prova le ho collegate direttamente ai finali, utilizzando il Fosi S3 anche come preamplificatore digitale. È una possibilità molto interessante perché consente di semplificare la catena audio, eliminando un componente senza rinunciare al controllo del volume.

Per chi possiede finali di potenza con ingressi bilanciati, questa è senza dubbio una delle caratteristiche più interessanti dello streamer.

Uscita ottica: ideale per un DAC esterno

Una connessione che personalmente considero molto importante è l’uscita ottica digitale.

Nel mio impianto l’ho utilizzata per collegare il Denafrips Pontus 15th Anniversary, trasformando il Fosi S3 in un semplice trasporto digitale.

Questa configurazione permette di sfruttare tutte le funzioni di streaming offerte dall’S3 mantenendo però il proprio DAC di riferimento. È una soluzione ideale per chi possiede già un convertitore esterno e desidera semplicemente aggiungere una sorgente di rete moderna senza sostituire il resto dell’impianto.

HDMI eARC: non solo musica

Tra le connessioni presenti troviamo anche la porta HDMI eARC, una caratteristica ancora poco diffusa in questa fascia di prezzo.

Grazie a questa connessione è possibile collegare direttamente il televisore e utilizzare il Fosi S3 anche per migliorare l’ascolto di film, serie TV e programmi televisivi, sfruttando il proprio impianto Hi-Fi senza ricorrere a soundbar o altre soluzioni dedicate.

Per molti utenti potrebbe rappresentare un valore aggiunto importante, soprattutto in un impianto installato nel soggiorno.

Connessione di rete

Per quanto riguarda la rete, il Fosi S3 offre sia la porta Ethernet Gigabit sia la connessione Wi-Fi, lasciando all’utente la possibilità di scegliere la soluzione più adatta al proprio impianto.

Durante le mie prove ho utilizzato prevalentemente il collegamento Ethernet, che considero la scelta migliore quando si ricerca la massima stabilità nella riproduzione dei contenuti in alta risoluzione. Ho comunque effettuato alcune prove anche tramite Wi-Fi, senza riscontrare particolari problemi di connessione.

Bluetooth

Naturalmente non manca il Bluetooth, utile soprattutto per un utilizzo più immediato.

L’ho provato collegando sia lo smartphone sia un Amazon Echo Dot, verificando una connessione sempre stabile e semplice da configurare.

Pur non rappresentando la modalità d’ascolto che preferisco in un impianto Hi-Fi, è una funzione che amplia ulteriormente la versatilità del dispositivo e permette di riprodurre musica in pochi secondi anche senza utilizzare la rete domestica.

Una connettività davvero completa

Dopo aver utilizzato il Fosi S3 per diverse settimane, ho avuto la sensazione che Fosi Audio abbia progettato uno streamer pensando a esigenze molto differenti.

Può essere utilizzato come semplice sorgente di rete collegata a un DAC esterno, come DAC con preamplificatore integrato, oppure come centro multimediale grazie alla presenza dell’HDMI eARC.

È proprio questa flessibilità che, a mio avviso, rappresenta uno dei maggiori punti di forza del progetto. Difficilmente, nella stessa fascia di prezzo, si trova un dispositivo capace di offrire una dotazione di connessioni così completa e, soprattutto, realmente sfruttabile.

Sotto il cofano: com’è costruito il Fosi Audio S3?

Scheda elettronica interna del Fosi Audio S3

Una delle cose che apprezzo maggiormente nelle recensioni Hi-Fi è la possibilità di osservare come un prodotto sia stato progettato internamente. Aprire un’apparecchiatura non significa semplicemente soddisfare una curiosità, ma permette di capire quali siano state le scelte progettuali dell’azienda e quanto lavoro ci sia dietro al risultato finale.

Una volta rimosso il coperchio, il Fosi Audio S3 mostra un layout ordinato e razionale. Gran parte dell’elettronica è concentrata su una scheda principale, alla quale si affiancano alcuni moduli dedicati alla gestione dello streaming, dell’interfaccia HDMI e del pannello frontale.

L’impressione generale è quella di un progetto pulito, ben organizzato e studiato per sfruttare al meglio lo spazio disponibile, senza inutili complicazioni.

Il cuore dello streamer: Amlogic A113X

Fosi Audio s3: Amlogic a113x

Al centro del progetto troviamo il modulo basato sulla piattaforma Amlogic A113X, il vero cervello del Fosi Audio S3.

Questo processore gestisce il sistema operativo, la connessione di rete, i protocolli di streaming e tutte le principali funzioni del dispositivo. Sullo stesso modulo sono presenti anche le memorie necessarie al funzionamento del sistema.

È proprio questa piattaforma che permette allo streamer di supportare servizi come Spotify Connect, TIDAL Connect, Qobuz Connect, AirPlay 2, Google Cast e DLNA/UPnP, oltre a gestire gli aggiornamenti firmware che Fosi potrà rilasciare nel tempo.

Recensione Fosi Audio S3: Il DAC AKM AK4493SEQ

Spostandoci verso la sezione audio troviamo uno degli elementi che più mi aveva incuriosito già leggendo la scheda tecnica: il convertitore AKM AK4493SEQ.

Si tratta di un DAC stereo a 32 bit appartenente alla famiglia Velvet Sound, una serie di convertitori molto apprezzata dagli appassionati per il suo approccio sonoro generalmente equilibrato e naturale.

Naturalmente sarebbe sbagliato attribuire il carattere sonoro esclusivamente al chip utilizzato. Come ripeto spesso nelle mie recensioni, è l’intero progetto a fare la differenza. Tuttavia, la scelta di un convertitore AKM rappresenta sicuramente un buon punto di partenza e, durante le mie prove d’ascolto, questa implementazione mi ha lasciato impressioni decisamente positive.

Lo stadio analogico

DAC AKM AK4493SEQ del Fosi Audio S3

Poco distante dal DAC troviamo tre operazionali Texas Instruments OPA1612A, componenti specificamente progettati per applicazioni audio ad alte prestazioni.

Questi amplificatori operazionali sono conosciuti per il loro basso rumore e la ridotta distorsione e vengono impiegati per la gestione dello stadio analogico successivo alla conversione digitale.

Attorno a questa sezione troviamo numerosi condensatori elettrolitici e componenti SMD dedicati al filtraggio delle alimentazioni e al trattamento del segnale.

La disposizione appare compatta ma ordinata e il percorso che collega DAC, stadio analogico e uscite RCA/XLR risulta piuttosto diretto.

La gestione dell’HDMI

Sul lato destro della scheda è presente il controller Explore EP9512E, dedicato alla gestione dell’interfaccia HDMI eARC.

Questo componente si occupa della comunicazione con il televisore, dell’estrazione del flusso audio digitale e dell’instradamento del segnale verso il DAC interno.

È una funzione che rende il Fosi Audio S3 particolarmente interessante anche per chi desidera integrare il proprio impianto Hi-Fi con il televisore, evitando l’utilizzo di soundbar dedicate.

Wi-Fi integrato e layout interno

Nella parte superiore dello chassis è fissata l’antenna Wi-Fi interna.

La scelta di utilizzare un’antenna integrata permette di mantenere il design esterno estremamente pulito, senza elementi sporgenti sul pannello posteriore, pur garantendo sia la connessione wireless sia quella cablata tramite Ethernet.

Anche la disposizione dei vari moduli contribuisce a dare un’impressione di ordine e cura progettuale, con una chiara separazione tra la sezione digitale e quella analogica.

Le mie impressioni

Osservando l’interno del Fosi Audio S3 si capisce come l’obiettivo dell’azienda non fosse quello di impressionare con soluzioni spettacolari o componenti particolarmente esoterici, ma piuttosto quello di realizzare un progetto equilibrato e razionale.

La scelta del DAC AK4493SEQ, dei tre OPA1612A, della piattaforma Amlogic A113X e di una gestione dedicata per l’HDMI dimostra la volontà di costruire un dispositivo completo e versatile, capace di svolgere contemporaneamente il ruolo di streamer, DAC e preamplificatore.

Naturalmente, la presenza di una buona componentistica non rappresenta mai una garanzia assoluta di qualità sonora. Ciò che conta davvero è il modo in cui tutti questi elementi sono stati integrati nel progetto. Ed è proprio questo che cercheremo di valutare nella prova d’ascolto.

Recensione Fosi Audio S3: la mia prova sul campo

Recensione Fosi Audio S3: la mia prova sul campo

Prima di parlare della qualità sonora, credo sia importante spiegare come ho testato il Fosi Audio S3.

Come accade per tutte le recensioni pubblicate su Lo Scaccianoce, non mi sono limitato ad ascoltare qualche brano o a verificarne il corretto funzionamento. Ho preferito inserirlo nel mio impianto di riferimento per diverse settimane, utilizzandolo quotidianamente e cercando di riprodurre gli scenari d’impiego più comuni che un appassionato potrebbe ritrovarsi ad affrontare.

L’obiettivo non era semplicemente capire come suonasse il DAC integrato, ma valutare il prodotto nel suo insieme: qualità sonora, stabilità del software, facilità di utilizzo e versatilità nelle diverse configurazioni possibili.

Per questo motivo ho deciso di provarlo in più modalità.

In una prima configurazione ho collegato le uscite RCA al mio preamplificatore Galion TS-P75, che a sua volta pilota la coppia di finali mono Galion Discovery Mono. In questo modo il Fosi S3 è stato utilizzato come streamer con DAC integrato, lasciando al Galion la gestione del volume e della sezione analogica.

Successivamente ho eliminato completamente il preamplificatore dalla catena, collegando le uscite XLR bilanciate direttamente ai finali Discovery Mono. Questo mi ha permesso di valutare il comportamento dell’S3 anche come preamplificatore digitale, verificando sia la qualità dello stadio di uscita sia il funzionamento del controllo del volume.

Naturalmente non poteva mancare il confronto con un convertitore esterno di categoria superiore. Ho quindi collegato l’uscita ottica digitale al mio Denafrips Pontus 15th Anniversary, trasformando il Fosi S3 in un semplice trasporto digitale. Questa prova è stata particolarmente interessante perché mi ha consentito di valutare separatamente la qualità del DAC interno e quella della sezione di streaming.

Per quanto riguarda i diffusori, ho alternato due sistemi con caratteristiche differenti: le ESB Gold Five, che rappresentano il mio principale riferimento d’ascolto, e le Fyne Audio F55E, così da verificare il comportamento dello streamer anche con diffusori dal carattere sonoro diverso.

Ho dedicato particolare attenzione anche all’aspetto software. Durante il periodo di prova ho utilizzato TIDAL Connect, Qobuz Connect, Spotify Connect, il collegamento Bluetooth sia con lo smartphone sia con un Amazon Echo Dot, oltre alla riproduzione dei file archiviati sul mio NAS attraverso il protocollo UPnP/DLNA.

Quest’ultimo test si è rivelato particolarmente interessante perché mi ha permesso di valutare non solo la qualità della riproduzione, ma anche la maturità dell’applicazione nella gestione di una libreria musicale locale, un aspetto spesso trascurato ma molto importante per chi possiede una vasta collezione di musica in alta risoluzione.

Tutte le considerazioni che leggerete nelle prossime sezioni nascono quindi da un utilizzo reale e prolungato del prodotto, effettuato nelle stesse condizioni con cui vengono testati tutti i dispositivi recensiti sul canale. Ho cercato di andare oltre la semplice impressione iniziale, valutando il comportamento del Fosi S3 nell’utilizzo quotidiano, perché è proprio nel tempo che emergono sia i punti di forza sia gli eventuali limiti di un prodotto.

Software e applicazione: il vero cuore del Fosi Audio S3

Se c’è un aspetto che oggi può decretare il successo o il fallimento di uno streamer di rete, è senza dubbio il software.

A differenza di un DAC o di un amplificatore, dove il progetto hardware rappresenta la parte predominante, in uno streamer entrano in gioco molti altri fattori: stabilità dell’applicazione, semplicità di configurazione, supporto ai servizi di streaming, gestione della libreria musicale e aggiornamenti nel tempo.

Per questo motivo ho dedicato particolare attenzione anche a questa parte della prova, utilizzando il Fosi S3 quotidianamente con diversi servizi e modalità di riproduzione.

Configurazione immediata

La configurazione iniziale si è rivelata estremamente semplice.

Dopo il collegamento alla rete domestica, il dispositivo viene rapidamente riconosciuto dall’applicazione ufficiale di Fosi Audio, che guida l’utente nella configurazione senza particolari difficoltà.

Durante tutto il periodo di prova non ho riscontrato blocchi, riavvii improvvisi o problemi di connessione. L’applicazione si è dimostrata sempre reattiva e sufficientemente stabile, permettendo di gestire il dispositivo in maniera intuitiva.

Streaming online: davvero convincente

Fosi audio S3 Servizi di Streaming

Il Fosi S3 supporta Spotify Connect, TIDAL Connect e Qobuz Connect, tre tra i servizi più utilizzati dagli appassionati di musica in alta qualità.

Una scelta che ho particolarmente apprezzato riguarda proprio il modo in cui Fosi ha deciso di integrare questi servizi.

L’applicazione, infatti, non richiede di effettuare il login direttamente al suo interno. Selezionando il servizio desiderato, si viene automaticamente reindirizzati all’app ufficiale di Spotify, TIDAL o Qobuz, sfruttando la tecnologia Connect.

Personalmente considero questa soluzione molto intelligente, perché permette di utilizzare l’interfaccia originale del servizio di streaming, evitando duplicazioni inutili e mantenendo un’esperienza d’uso semplice e familiare.

Durante le mie prove il funzionamento è sempre stato fluido, con una connessione stabile e una riproduzione priva di interruzioni.

Roon e Amazon Music

Al momento della prova sono presenti ancora due assenze che meritano di essere segnalate.

La prima riguarda Amazon Music, che al momento non è ancora supportato dall’applicazione.

La seconda è la certificazione Roon Ready. Il dispositivo viene correttamente rilevato da Roon, ma non risulta ancora utilizzabile, segno che il processo di certificazione non è stato ancora completato.

Sono due aspetti che mi auguro vengano risolti con i prossimi aggiornamenti, soprattutto considerando la crescente diffusione di entrambe le piattaforme.

La gestione della musica in locale

È proprio in questo ambito che ho riscontrato il principale limite dell’attuale piattaforma software.

Durante le prove ho collegato il mio NAS utilizzando il protocollo UPnP/DLNA. Il server viene rilevato correttamente e la riproduzione dei file funziona senza problemi, ma la gestione della libreria musicale mi è sembrata ancora piuttosto limitata.

Non ho trovato una funzione che permetta una vera indicizzazione dell’intera raccolta musicale e la navigazione risulta piuttosto essenziale, soprattutto se confrontata con quella offerta da streamer più maturi presenti sul mercato.

È importante sottolineare, però, che il problema sembra riguardare principalmente l’applicazione e non l’hardware del dispositivo.

Utilizzando infatti un’applicazione di terze parti come mconnect, il Fosi S3 ha gestito senza difficoltà il mio NAS, permettendomi di navigare correttamente la libreria e riprodurre tutti i file disponibili.

Questo mi porta a pensare che la piattaforma hardware sia assolutamente valida e che i margini di miglioramento riguardino soprattutto lo sviluppo del software.

Un’ottima base su cui costruire

Nel complesso l’applicazione mi ha lasciato una sensazione positiva.

È semplice, intuitiva e svolge molto bene il proprio lavoro quando si utilizzano i principali servizi di streaming online.

Allo stesso tempo, è evidente che ci sia ancora spazio per crescere, soprattutto nella gestione della musica archiviata in locale e nell’introduzione di nuove funzionalità.

La buona notizia è che, a differenza dell’hardware, il software può evolvere rapidamente attraverso gli aggiornamenti. Se Fosi Audio continuerà a investire nello sviluppo dell’applicazione con la stessa attenzione dimostrata nella progettazione del prodotto, credo che il Fosi S3 abbia tutte le potenzialità per diventare uno degli streamer più interessanti della sua fascia di prezzo.

Come suona davvero il Fosi Audio S3?

Dopo aver analizzato costruzione, componentistica e software, è arrivato il momento di affrontare l’aspetto più importante di qualsiasi recensione Hi-Fi: la qualità sonora.

Nel corso delle mie prove ho cercato di ascoltare il Fosi Audio S3 nel maggior numero possibile di configurazioni, proprio per capire se il suo comportamento cambiasse utilizzandolo come streamer completo, come semplice trasporto digitale oppure come preamplificatore.

Il risultato, nel complesso, è stato decisamente positivo.


Recensione Fosi Audio S3: Il DAC interno

Operazionali Texas Instruments OPA1612A del Fosi Audio S3

La prima prova è stata effettuata utilizzando esclusivamente il DAC integrato del Fosi Audio S3.

Confesso che ero particolarmente curioso di ascoltare l’implementazione del DAC AKM AK4493SEQ, un convertitore che negli ultimi anni ho sempre trovato molto interessante quando correttamente integrato all’interno del progetto.

Fin dai primi ascolti ho percepito una timbrica equilibrata, piacevole e mai affaticante. L’impressione generale è quella di un DAC che privilegia la naturalezza piuttosto che l’effetto “wow” dato da un’eccessiva ricerca del dettaglio.

Le voci risultano credibili e ben focalizzate, mentre la scena sonora appare sufficientemente ampia e ben organizzata, soprattutto considerando la fascia di prezzo del prodotto.

Anche la gamma bassa mi ha convinto. È controllata, ben articolata e capace di sostenere il ritmo senza risultare invadente. La gamma media rappresenta probabilmente la parte più riuscita della riproduzione, con strumenti acustici e voci che conservano un’impronta piacevole e naturale.

La gamma alta, infine, offre un buon livello di dettaglio senza diventare aggressiva, permettendo lunghe sessioni d’ascolto senza affaticamento.


Il confronto con il Denafrips Pontus 15th Anniversary

Fosi audio s3 ve Denafrips Pontus 15 Th

Per valutare meglio il livello raggiunto dal DAC interno, ho collegato l’uscita ottica del Fosi S3 al mio Denafrips Pontus 15th Anniversary, utilizzandolo esclusivamente come trasporto digitale.

Il confronto era inevitabilmente impegnativo.

Il Pontus appartiene a una categoria superiore sia per filosofia progettuale sia per fascia di prezzo, e sarebbe poco corretto aspettarsi che il DAC integrato dello streamer potesse competere sullo stesso piano.

Il Denafrips restituisce una scena sonora più ampia, una microdinamica superiore e una maggiore capacità di separare gli strumenti, soprattutto nei passaggi musicali più complessi.

Questo, però, non significa che il DAC del Fosi Audio S3 esca ridimensionato.

Anzi, considerando il prezzo complessivo del dispositivo, il confronto mette in evidenza quanto il lavoro svolto da Fosi sia stato convincente. Il passaggio al Pontus rappresenta un miglioramento percepibile, ma non tale da far apparire il DAC interno inadeguato o poco piacevole da ascoltare.


Utilizzato come trasporto digitale

Uno degli aspetti che mi ha maggiormente soddisfatto riguarda proprio l’utilizzo del Fosi S3 come semplice sorgente digitale.

Collegato al Denafrips Pontus tramite uscita ottica, il comportamento è stato sempre stabile e affidabile.

La riproduzione è risultata fluida e priva di interruzioni, confermando la bontà della sezione dedicata allo streaming.

Per chi possiede già un DAC di livello elevato, questa rappresenta probabilmente una delle configurazioni più interessanti.


Utilizzato come preamplificatore

Ho voluto dedicare parte della prova anche all’utilizzo del Fosi Audio S3 come preamplificatore, collegando direttamente le uscite XLR ai miei finali mono Galion Discovery Mono.

Questa configurazione mi incuriosiva particolarmente, perché permette di semplificare notevolmente la catena audio eliminando un componente.

Nel mio impianto il risultato è stato più che convincente.

Il controllo del volume si è dimostrato preciso e progressivo, mentre la resa sonora ha mantenuto un buon equilibrio generale.

Pur continuando a preferire la personalità del mio Galion TS-P75, devo riconoscere che il Fosi S3 si è comportato molto bene anche in questa configurazione, offrendo una soluzione pratica e qualitativamente valida per chi desidera un impianto essenziale.


Bluetooth

Come sempre, considero il Bluetooth una funzione accessoria in un prodotto di questo tipo, ma ho comunque voluto verificarne il comportamento.

Durante le prove ho collegato sia lo smartphone sia un Amazon Echo Dot.

L’associazione è avvenuta rapidamente e la connessione si è dimostrata stabile.

Naturalmente, dal punto di vista della qualità sonora, la riproduzione tramite rete rimane la soluzione che consiglio, ma il Bluetooth rappresenta comunque una funzione utile quando si desidera ascoltare rapidamente della musica senza passare dalla rete domestica.


Recensione Fosi Audio S3: Le mie impressioni

Dopo diverse settimane di utilizzo, la sensazione che mi ha lasciato il Fosi Audio S3 è quella di uno streamer che punta soprattutto all’equilibrio.

Non cerca di impressionare con una timbrica artificiosamente spettacolare o con un dettaglio esasperato. Al contrario, propone una riproduzione naturale, piacevole e coerente, capace di adattarsi bene a generi musicali molto differenti.

Personalmente ho apprezzato molto l’implementazione del DAC AKM, che nel mio impianto ha restituito un carattere sonoro rilassato e musicale, diverso da alcune implementazioni ESS Sabre che, pur offrendo un dettaglio superiore, tendono a privilegiare un’impostazione più analitica.

Naturalmente, anche in questo caso vale il principio che ripeto spesso nelle mie recensioni: non è il chip DAC a determinare da solo il risultato finale, ma il modo in cui l’intero progetto è stato sviluppato.

Ed è proprio sotto questo aspetto che, secondo me, Fosi Audio ha svolto un ottimo lavoro.

Cosa mi è piaciuto

Il Fosi Audio S3 mi ha convinto soprattutto per la sua versatilità. In un unico dispositivo Fosi è riuscita a integrare uno streamer di rete, un DAC e un preamplificatore, offrendo una dotazione di connessioni davvero completa per la fascia di prezzo.

Ho apprezzato la qualità costruttiva, la scelta della componentistica interna e, soprattutto, il comportamento con i principali servizi di streaming. L’applicazione si è dimostrata stabile e intuitiva e il DAC AKM ha restituito una riproduzione musicale piacevole, equilibrata e mai affaticante.

Considerando il prezzo a cui viene proposto, credo che il rapporto qualità/prezzo rappresenti uno dei suoi maggiori punti di forza.


Cosa migliorerei

Se dovessi indicare l’aspetto che oggi necessita di maggiore attenzione, sceglierei senza dubbio il software.

Con i servizi di streaming online l’esperienza è molto positiva, mentre la gestione della musica archiviata su NAS tramite l’app ufficiale è ancora migliorabile. L’assenza di Amazon Music e la certificazione Roon Ready non ancora completata sono altri due elementi che mi piacerebbe vedere risolti con i futuri aggiornamenti.

La buona notizia è che si tratta di aspetti legati principalmente al software e non all’hardware del dispositivo, quindi Fosi ha tutte le possibilità per perfezionarli nel tempo.


A chi lo consiglio?

Consiglierei il Fosi Audio S3 a chi desidera entrare nel mondo dello streaming Hi-Fi con un prodotto completo, versatile e semplice da utilizzare.

È una soluzione particolarmente interessante per chi utilizza quotidianamente TIDAL Connect, Qobuz Connect o Spotify Connect, ma anche per chi cerca un dispositivo capace di svolgere contemporaneamente il ruolo di streamer, DAC e preamplificatore, riducendo il numero di elettroniche presenti nell’impianto.

Se invece il vostro utilizzo principale riguarda una vasta libreria musicale archiviata su NAS e desiderate gestirla esclusivamente tramite l’app ufficiale, oggi esistono piattaforme software più mature. In questo caso, però, l’utilizzo di un’applicazione di terze parti come mconnect permette di superare gran parte di queste limitazioni.

Vale la pena acquistarlo?

La risposta, nel complesso, è .

Il Fosi Audio S3 rappresenta un debutto convincente nel mondo dello streaming Hi-Fi. È un prodotto versatile, ben costruito, ricco di connessioni e capace di offrire un’esperienza d’uso molto piacevole con i principali servizi di streaming.

Ha ancora qualche margine di miglioramento sul fronte software, soprattutto nella gestione della musica archiviata in locale, ma considero questi aspetti risolvibili attraverso futuri aggiornamenti.

Per la fascia di prezzo in cui si colloca, è senza dubbio uno degli streamer più interessanti oggi disponibili sul mercato.


Il verdetto dello Scaccianoce ⭐

⭐⭐⭐⭐☆ (4,5/5)

Il Fosi Audio S3 dimostra che Fosi Audio ha ormai raggiunto una maturità progettuale importante. L’hardware è solido, la qualità sonora convince e la versatilità è uno dei suoi maggiori punti di forza.

Il software è ancora giovane e presenta qualche limite, ma le basi sono estremamente promettenti. Se Fosi continuerà a investire nello sviluppo della piattaforma con la stessa attenzione dedicata all’hardware, credo che questo sia solo il primo di una serie di prodotti destinati a lasciare il segno.

Lo Scaccianoce dice:

“Il Fosi Audio S3 non è perfetto, ma è uno di quei prodotti che fanno capire chiaramente la direzione che un’azienda vuole intraprendere. E, dopo averlo provato a fondo, posso dire che Fosi Audio è partita con il piede giusto.”

Guarda il video completo

Qui sotto trovate la recensione completa sul canale YouTube Lo Scaccianoce.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto