
Radiant Acoustics Clarity 6.2 è un diffusore da stand che negli ultimi mesi ha attirato l’attenzione di molti appassionati Hi-Fi. Negli ultimi mesi mi è capitato di ascoltare numerosi componenti Hi-Fi di alto livello, ma devo ammettere che le Radiant Acoustics Clarity 6.2 sono riuscite a catturare la mia attenzione fin dai primi ascolti.
Il motivo non è soltanto la presenza di componenti prestigiosi come il woofer Purifi Ushindi o il tweeter AMT sviluppato da DALI per Radiant Acoustics. Quello che rende particolarmente interessante questo diffusore è la filosofia progettuale che si nasconde dietro ogni scelta tecnica.
Chi è Radiant Acoustics

Radiant Acoustics è un marchio relativamente giovane nato dalla collaborazione tra Nordic Hi-Fi, HiFi Klubben e PURIFI.
Dietro il progetto troviamo inoltre la figura di Peter Lyngdorf, uno dei nomi più influenti dell’audio europeo degli ultimi decenni.
L’obiettivo dichiarato del marchio è piuttosto ambizioso: offrire prodotti ad alte prestazioni che sfruttino tecnologie normalmente riservate a diffusori ben più costosi.
Sito ufficiale Radiant Acoustics: https://radiantacoustics.com/
Il progetto Radiant Acoustics Clarity 6.2

Le Clarity 6.2 sono diffusori da stand a due vie che adottano soluzioni tecniche molto particolari.
La gamma alta è affidata a un tweeter AMT (Air Motion Transformer) sviluppato da DALI appositamente per questo progetto, mentre la gamma medio-bassa utilizza un woofer Purifi Ushindi da 6,5 pollici.
Una delle particolarità più evidenti è rappresentata dalla guida d’onda sviluppata per controllare la dispersione del tweeter e migliorare l’integrazione con il woofer.
Radiant Acoustics ha infatti concentrato gran parte del proprio lavoro sul comportamento del diffusore all’interno dell’ambiente d’ascolto e non soltanto sulle prestazioni misurate in asse.
Il ruolo dei radiatori passivi

Al posto del tradizionale condotto reflex troviamo due radiatori passivi Purifi montati lateralmente.
Questa soluzione consente di ottenere un’estensione in gamma bassa sorprendente mantenendo dimensioni relativamente compatte.
Durante gli ascolti è probabilmente l’aspetto che mi ha colpito maggiormente.
Le Clarity 6.2 riescono infatti a generare una quantità di energia e una presenza in gamma bassa che normalmente assoceremmo a diffusori molto più grandi.
Naturalmente non vengono meno le leggi della fisica, ma il risultato ottenuto da Radiant è davvero notevole.
Installazione e sistema utilizzato
Per questa recensione ho seguito le indicazioni fornite da Radiant Acoustics.
I diffusori sono stati posizionati con il tweeter all’altezza delle orecchie e senza il classico orientamento verso il punto d’ascolto che normalmente utilizzo con molti altri diffusori.
La catena utilizzata comprende:
- Streamer DIY basato su componenti Ian Canada
- ASUS NUC 15 Pro+ con HQPlayer
- DAC Denafrips Pontus 15th Anniversary Edition
- Preamplificatore Galion TS-P75
- Finali mono Galion Discovery Mono
Una configurazione che conosco molto bene e che mi ha permesso di valutare il comportamento delle Clarity 6.2 con grande precisione.
Come suonano
La gamma media è probabilmente il loro punto di forza principale: dettagliata, naturale, ricca di informazioni e sempre molto credibile.
Le voci risultano particolarmente realistiche e gli strumenti acustici vengono riprodotti con grande precisione.
La gamma alta è raffinata, ariosa e mai aggressiva.
Ma la vera sorpresa arriva dalla gamma bassa.
Nonostante le dimensioni relativamente contenute, le Clarity 6.2 riescono a riempire l’ambiente con autorevolezza e controllo, offrendo una sensazione di scala sonora che normalmente appartiene a diffusori ben più grandi.
Considerazioni finali
Le Radiant Acoustics Clarity 6.2 rappresentano un esempio molto interessante di come un progetto ben studiato possa andare oltre la semplice scelta dei componenti.
Woofer Purifi, tweeter AMT sviluppato da DALI, radiatori passivi e crossover ottimizzato sono certamente elementi importanti, ma ciò che colpisce maggiormente è il modo in cui tutte queste tecnologie lavorano insieme.
Dopo diverse settimane di ascolto posso affermare che dietro la filosofia progettuale di Radiant Acoustics non c’è soltanto marketing.
C’è un lavoro concreto orientato alla riduzione della distorsione, alla coerenza timbrica e all’interazione con l’ambiente d’ascolto.
Per quanto mi riguarda, le Clarity 6.2 sono state una delle sorprese più interessanti che abbia avuto modo di ascoltare negli ultimi anni.
Video recensione completa disponibile sul canale YouTube Lo Scaccianoce.















